Ho mappato 150 canali di marketing con l’AI. E ho scoperto che il problema non era la mappa.

Se stai cercando quale canale usare per la tua azienda, la risposta breve è: dipende dal tuo obiettivo e dalla fase in cui si trova il tuo cliente quando ti incontra. La risposta lunga è quello che ho passato mesi a costruire: una dashboard che mappa oltre 150 canali di marketing, online e offline, e che oggi voglio raccontarti insieme al motivo per cui l’ho fatta.

Cos’è questo pianificatore di canali

È uno strumento interattivo. Puoi filtrarlo per strumento, confrontare canali diversi, vedere in che fase del percorso cliente ognuno funziona meglio. L’ho costruito su due framework che uso: il funnel classico del customer journey e il Messy Middle di Google, il modello che descrive quella zona confusa tra “ho un bisogno” e “ho comprato”, fatta di ricerche, confronti, ripensamenti, non un percorso lineare come i libri di marketing vorrebbero farti credere.

Per ogni canale, la dashboard indica se può funzionare meglio in fase di esplorazione o in fase di decisione. TikTok e passaparola offline non servono allo stesso momento del percorso di un cliente. Google Ads e una fiera di settore nemmeno. Ho provato a metterlo nero su bianco, invece di lasciarlo alla sensazione di chi decide dove investire.

Perché ho sentito il bisogno di costruirla

Ogni settimana esce un nuovo trend, una nuova piattaforma, un nuovo formato che “tutti stanno usando”. Chi fa marketing in un’azienda, o chi la guida, si ritrova a rincorrere le novità invece di chiedersi se quella novità serve al suo obiettivo specifico. Ho visto piani di marketing e comunicazione basati su canali scelti perché ne parlava un post su LinkedIn, non perché fossero coerenti con dove si trova davvero il loro cliente nel percorso d’acquisto.

Questo strumento nasce da lì, per dare un criterio: prima l’obiettivo, poi la fase del percorso cliente, solo dopo il canale.

L’AI ha accelerato la costruzione, non ha sostituito il metodo

Mappare 150 canali a mano, incrociarli con due framework, verificare per ognuno in quale fase è più efficace: è un lavoro che qualche anno fa mi avrebbe richiesto mesi di lavoro. Con l’AI l’ho fatto in tempi molto più stretti. Ma qui va detto con chiarezza, perché è il punto centrale di tutto: l’AI mi ha aiutato a costruire più in fretta uno strumento che nasce da un metodo che uso da anni, non l’ha inventato lei al posto mio.

Se non avessi già chiaro cosa distingue esplorazione da decisione nel percorso di un cliente, se non avessi già visto decine di piani di Marketing e comunicazione, l’AI mi avrebbe dato solo una lista più veloce di canali senza criterio. L’accelerazione funziona quando c’è già una direzione. Senza, produce solo rumore più rapido.

Il vero problema non riguarda il canale da scegliere

Ecco la parte che secondo me conta di più, e che rischia di passare inosservata dietro la dashboard. Questo strumento aiuta a orientarsi tra i canali. Ma scegliere il canale giusto è già un passo a valle. A monte c’è una domanda che nessuno strumento può risolvere per te: sai davvero qual è il tuo obiettivo e sai davvero chi è il tuo cliente e in quale fase del suo percorso lo stai intercettando?

Leggo online di imprenditori o liberi professionisti chiedere “quale canale dovremmo usare”, quando la domanda vera era un’altra: non sapevano ancora dire con parole loro cosa le rendeva diverse dai concorrenti. In quel caso nessuna dashboard, per quanto ben fatta, risolve niente. Puoi avere la mappa più precisa di 150 strade, ma se non sai dove stai andando, ti serve solo a perderti con più metodo.

Per questo lo strumento serve solo dopo, non come punto di partenza. È utile quando hai già fatto il lavoro duro: capire in che cosa la tua azienda è davvero differente rispetto agli altri. Solo a quel punto la dashboard smette di essere un elenco e diventa uno strumento decisionale.

Come uso questo pianificatore in pratica

Quando lavoro ai piani di comunicazione e marketing, arrivo prima al posizionamento, poi al pubblico, poi alla fase del percorso in cui vogliamo intercettarlo. Solo a quel punto apro lo strumento e filtro per obiettivo. Il risultato è sempre un confronto tra due o tre opzioni coerenti con quello che abbiamo già stabilito prima, mai una lista di canali “consigliati in generale”.

Il motivo per cui l’ho costruita è dare a chi ha già fatto il lavoro vero uno strumento più rapido per tradurlo in scelte concrete, senza perdere settimane a inseguire ogni novità che esce, non offrire a chiunque una scorciatoia per saltare la parte difficile.

Se stai leggendo questo articolo perché stai confrontando canali per la tua azienda, prima di aprire qualsiasi dashboard, mia o di altri, fatti la domanda che viene prima: i tuoi clienti sanno davvero dire perché hanno scelto te e che cosa ti differenzia dalla concorrenza? Se la risposta non la sai o non ti convince, molto probabilmente il problema non quale canale scegliere.