Dal naming al sito web

21 febbraio 2026

Trovare il nome Foodlearn non è stato difficile. Avevo ben chiaro il progetto e, avendo esperienza sul brand positioning, sono andato dritto alle due parole che meglio lo rappresentano.

Per la scelta del naming non ho cercato originalità forzata, né giochi linguistici. In un certo senso li ho evitati come la peste 😅.

Mi serviva un nome funzionale al progetto e considerato che avevo già definito il posizionamento del brand, la cosa più saggia che potevo fare era quella di mantenere il focus.

Il secondo passo è stata la creazione di un GPTs su ChatGPT dedicato esclusivamente alla validazione del naming, che ho chiamato Brand Naming. La verifica mi serviva per capire se quel nome reggeva almeno un minimo di pressione concettuale, semantica e strategica.

Definito il nome, ho controllato se il dominio fosse libero, ed era libero 🥳L’ho preso. Da quel momento, Foodlearn esisteva.

Ho realizzato anche il logo con Canva. Ho fatto due versioni: la prima era molto giocosa, forse troppo. Alla fine ne ho scelta una più neutra, più pulita. In questo momento il lavoro sul branding deve aiutarmi ad essere veloce.

­Inoltre, giusto due parole sul sito web.

Avrei potuto realizzarlo con un’AI come ad esempio base44, ma ho preferito realizzarlo con WordPress e con un tema semplice e gratuito. In questa fase credo che sia doveroso partire leggero, senza costruire più di quello che mi serve. Inoltre, ho la necessità di avere un minimo di controllo sulla SEO (ovvero sul posizionamento del sito tra le prime pagine di Google), quindi ho escluso piattaforme che non conosco bene.

Inoltre c’è stata tutta la parte meno visibile e più noiosa: configurare la mail, Google Analytics, Search Console, Iubenda e i profili social. È un lavoro necessario, ma poco gratificante (almeno per me). Non sposta nulla in avanti, serve solo a non doversene occupare dopo.