Si inizia.

08 febbraio 2026

Ho deciso di lanciarmi in un nuovo progetto. Si chiama Foodlearn.
Nasce da una esperienza diretta, poi una intuizione e poi il mio desiderio e l’amore che ho per l’unione di “Digital, Marketing, Comunicazione, Food, Valorizzazione del territorio e dei suoi piatti tipici”.

Foodlearn, però, non è l’unico progetto. Ce n’è un secondo che gli corre accanto, e che in realtà lo rende possibile: il fatto di raccontarlo mentre prende forma. Questo spazio nasce come un diario pubblico per tenere traccia delle decisioni, delle frizioni, dei cambi di direzione.

Scrivere mi serve per capire cosa sto facendo. Farlo in pubblico mi impedisce di raccontarmela.

Oggi è il giorno in cui ho deciso di ufficializzare l’inizio. Non nel senso di un lancio, ma nel senso più semplice possibile: da qui in avanti, questa cosa esiste.

E se esiste, vale la pena spiegare perché è nata.

Tutto è partito da una difficoltà molto banale. Stavo cercando un corso amatoriale di pane e pizza e ho dato per scontato che il problema fosse scegliere. Scegliere tra opzioni già visibili, confrontabili, accessibili.

In realtà mi sono accorto quasi subito che prima della scelta c’era un altro passaggio, molto più faticoso: capire cosa esisteva davvero, a Bergamo.

Da lì sono emerse domande che non riguardavano solo me, né solo la cucina. Riguardavano l’accesso all’informazione, la frammentazione dell’offerta, il modo in cui certi pezzi di realtà esistono ma fanno fatica a essere visti come sistema. Foodlearn nasce dentro questo spazio, senza una forma definitiva e senza la pretesa di aver già capito dove porterà.

Questo diario serve a questo: documentare mentre succede. Non solo quello che funziona, ma soprattutto quello che non è chiaro, le scelte prese con pochi dati, i compromessi, le cose rimandate.