ps: l’immagine è palesemente creata con chatgpt.
Hai presente quelle scene nei film in cui succede qualcosa di improvviso e tutti iniziano a correre nella stessa direzione? Nessuno sa esattamente perché, ma vedere gli altri muoversi basta per convincere chiunque che quella sia la scelta giusta.
Nel marketing e nella comunicazione, a volte può succedere la stessa cosa, solo che al posto di un’esplosione o di un disastro imminente ci sono frasi come:
- Dobbiamo farci vedere di più.
- Ormai tutti investono in advertising.
- Se non comunichiamo, restiamo indietro.
E così si parte. Non perché si abbia una direzione chiara, ma perché stare fermi sembra più pericoloso che correre, anche se non sappiamo verso dove.
Questo comportamento non è casuale. In psicologia è ben documentato il fenomeno per cui le persone tendono ad adottare comportamenti diffusi nel gruppo, anche in assenza di una valutazione razionale individuale. È ciò che viene definito effetto carrozzone o bandwagon effect: se molti fanno una cosa, il nostro cervello interpreta quel comportamento come corretto o sicuro.
Nel marketing questo si traduce in decisioni prese per imitazione più che per strategia. Se un competitor apre un canale, se un settore spinge su una piattaforma, se “tutti parlano di quella cosa”, scatta l’automatismo: farlo anche noi.
Il punto è che seguire la massa riduce lo sforzo cognitivo, ma aumenta il rischio strategico. È una scorciatoia mentale, non una scelta ponderata.
Quando l’urgenza prende il posto della strategia
Il problema è che con le scorciatoie mentali e l’urgenza, si accelera l’azione e allo stesso tempo si riduce la qualità delle decisioni. In contesti complessi, come quelli di business, agire rapidamente senza aver definito obiettivi, priorità e criteri di successo porta spesso a risultati deludenti.
La letteratura sulla pianificazione strategica è molto chiara su questo punto: la strategia serve proprio a ridurre l’incertezza e a dare una direzione coerente alle azioni operative. Senza questa fase, le attività rischiano di essere scollegate, ridondanti o inefficaci. C’è un equivoco diffuso: pensare che il marketing serva a “sistemare” le cose. In realtà il marketing non corregge, amplifica.
Ecco perché sostengo che fermarsi è un atto strategico!
Dove tutti corrono (verso dove?), fermarsi sembra controintuitivo. Sembra una perdita di tempo. In realtà è l’unico modo per riprendere controllo. Fermarsi significa interrompere la reazione automatica e tornare a ragionare sul problema reale. Non “cosa facciamo”, ma “perché lo stiamo facendo”.
È in questa fase che diventano centrali domande come:
- Qual è il risultato concreto che vogliamo ottenere?
- Perché questo risultato è prioritario ora?
- Il marketing è davvero la leva giusta o esistono alternative più efficaci?
Sono domande (da coach) scomode perché non producono azioni immediate, ma sono le uniche che permettono di costruire una strategia solida.
E poi diciamolo: fare non significa progredire. Uno degli errori più comuni è confondere il movimento con l’avanzamento. Pubblicare, investire, sperimentare può dare l’impressione di progresso, ma senza una direzione chiara si tratta spesso di movimento laterale.
La ricerca sul decision making mostra che, in assenza di criteri chiari, le persone tendono a valutare le decisioni in base all’azione compiuta, non al risultato ottenuto. “Almeno abbiamo fatto qualcosa” diventa una giustificazione, non una metrica di successo.
Nel marketing questo approccio porta a una moltiplicazione di iniziative che consumano risorse senza costruire valore nel tempo. Da dove cominciare? Iniziamo da:
- il problema è stato definito,
- gli obiettivi sono chiari,
- la direzione strategica è stata scelta.
Prima di investire tempo e budget, serve creare spazio. Spazio per pensare, per analizzare, per distinguere ciò che è urgente da ciò che è importante.Quest o spazio non rallenta la crescita. La rende possibile. Il marketing funziona quando segue una direzione chiara. Non quando viene usato per compensare l’assenza di decisioni.
Quindi, prima di fare marketing, fermati.
Non perché l’azione sia sbagliata, ma perché l’azione senza direzione è uno spreco. Non perché il marketing non serva, ma perché senza chiarezza diventa solo rumore. Quando tutti corrono, fermarsi è l’unico modo per capire dove vale davvero la pena andare.
Fonti:
Effetto carrozzone (Bandwagon effect)
Razionalità limitata – Herbert A. Simon
Ricerca di mercato e supporto alle decisioni strategiche
Marketing strategy vs marketing plan
Why marketing strategy matters before tactics
The role of market research in strategic planning
Effetto di mera esposizione



